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Visitare Messina: luoghi ed eventi da non perdere

Situata sull’omonimo stretto, Messina rappresenta la porta della Sicilia, di particolare interesse sono le tante storie e leggende che si annidano sulla città dello stretto, dai due mostri “Scilla” e “Cariddi” ai due giganti “Mata” e “Grifone”, ma Messina è molto caratteristica per le sue feste popolari, i suoi dolci e la sua gastronomia. Adesso vi indicherò luoghi e feste popolari da non perdere assolutamente se hai in programma di visitare Messina.


Visitare Messina: luoghi ed eventi da non perdere

Il Duomo di Messina

Centro religioso e storico della città

Situato nell’omonima piazza, il duomo di Messina riesce ad attirare l’attenzione di tantissimi turisti. Il Duomo di Messina venne realizzato nel 1150 circa in epoca normanna, ma fu consacrato nel 1197 sotto il dominio degli Svevi. Nel corso degli anni il duomo di Messina a causa dei ripetuti incendi, terremoti e bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fu piu’ volte ricostruito e piu’ volte subi’ delle modifiche. Di particolare bellezza e rilevanza è il suo campanile, che contiene all’ interno il piu’ grande e complesso orologio meccanico e astronomico del mondo. A mezzogiorno le statue in bronzo che ornano il campanile del Duomo iniziano a muoversi con la musica dell’ave Maria come sottofondo. Le statue che ornano il campanile, rappresentano pezzi di storia e episodi della città di Messina.


La Fontana d’Orione

Simbolo dell’arte del ‘500

Di particolare fascino e bellezza , situata in piazza Duomo, la fontana di Orione fu’ realizzata con del marmo di Carrara intorno la metà del 1500 dal Montorsoli, allievo di Michelangelo. La fontana ha una forma piramidale con al vertice Orione, che secondo la mitologia rappresenta il fondatore della città di Messina. Ai piedi della fontana vi è una grande vasca raffigurante i quattro fiumi (Nilo, Tevere, ebro e Camaro).


Fontana del Nettuno

Leggenda affascinante

Anch’essa realizzata dal Montorsoli, la fontana raffigura Nettuno il Dio del mare con ai piedi incatenati i due mostri Scilla e Cariddi. Una leggenda narra che nello stretto di Messina vi fossero due mostri Scilla e Cariddi i quali distruggevano le imbarcazioni e ne mangiavano i marinai e fu proprio l’intervento del Nettuno che permise di fermare i due mostri e garantire la navigabilità dello stretto. Al vertice si vede il Nettuno con la mano destra rivolta verso lo stretto di Messina anche se inizialmente la fontana non era rivolta verso il mare, ma verso la città.


Chiesa dei Catalani

Un potpourri di stili e culture

Costruita tra il 1150 e il 1200 in epoca normanna, la chiesa dei Catalani rappresenta un intreccio architettonico tra stili arabi, normanni e bizantini. La chiesa fu piu’ volte ricostruita a seguito dei terremoti del settecento e del 1908.


La Madonna dello Stretto

Un punto di riferimento

Situata sul porto a forma di falce, coi suoi trentacinque metri d’altezza, la madonna dello stretto è uno dei luoghi più fotografati della città di Messina. Ai piedi dell’obelisco vi è scritta la seguente frase “ VOS ET IPSAM CIVITATEM E BENEDICIMUS”, che secondo una leggenda fu la frase scritta in una lettera e che insieme a un ciuffo di capelli, la madonna consegnò a una delegazione di ambasciatori messinesi che si recarono in terra santa nel 42 D.C. La Madonna della lettera rappresenta la patrona della città di Messina.


EVENTI POPOLARI

La festa della Vara

La vara è una festa popolare che si svolge il 15 Agosto per le vie centrali della città di Messina. Il carro rappresenta l’assunzione in cielo della vergine Maria. Il carro della vara è alto 13,5 metri e pesa otto tonnellate e viene trascinato tramite delle corde dai fedeli che per l’occasione sono vestiti con una tuta bianca e delle cinture blu. Al vertice del carro vi è raffigurato Gesu’ che sorregge su una mano la madonna, sotto una serie di angeli con dei vestiti colorati.


La festa dei Giganti

La festa dei giganti, rappresenta insieme alla festa della vara un evento popolare molto sentito dalla città di Messina. I festeggiamenti consistono nel far sfilare per le vie centrali della città i due giganti in carta pesta, seguiti da bande musicali e artisti. I due giganti a cavallo raffigurano una donna bianca dai lineamenti mediterranei tale Mata e un uomo moro di origine Araba di nome Grifone. La leggenda narra che il moro di nome Hassan, sbarcò a Messina al fine di saccheggiare la città e durante le operazioni di saccheggiamento, conobbe Mata la giovane donna messinese del quartiere di Camaro. Hassan se ne innamoro’ profondamente della ragazza, ma la ragazza rifiutò di sposarlo, per questo il giovane arabo decise di rapirla. La giovane Mata disse al giovane arabo che l’avrebbe sposato, solo se lo stesso si fosse convertito al cristianesimo e avrebbe smesso di saccheggiare le città e diventare un uomo buono. Il giovane Hassan per amore si converti’ al cristianesimo, smise di saccheggiare le città e si fece battezzare col nome di Grifone.


Cosa mangiare a Messina, tra dolce e salato

Se hai intenzione di visitare Messina, non si puo’ fare a meno di assaggiare le sue prelibatezze culinarie. Tra i dolci troviamo la granita siciliana, il cannolo siciliano di ricotta, la cassata siciliana e la pignolata, per quanto riguarda il salato invece, la tipica focaccia messinese, gli arancini e i pitoni.

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, per qualsiasi dubbio o suggerimento lasciami un commento o contattami tramite Instagram al profilo Triolotravel88.

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